Buone prassi

Bibliografia

Legislazione


Buone prassi

Questo è il risultato di un'indagine compiuta a livello nazionale ed europeo ...
Presentiamo una serie di esperienze da noi ritenute pratiche esemplari nel superamento delle difficoltà che gli immigrati trovano nell'accedere al bene casa.

Milano -
Villaggio La Barona


Padova -
Cooperativa Nuovo Villaggio
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Bibliografia

Bibliografia Open Society Institute, 2002. Monitoraggio della protezione delle minoranze nell’Unione Europea: la situazione dei Musulmani in Italia.

ASAL, 2001. Affittasi a tutti? Inchiesta sul disagio abitativo degli immigrati in Italia.

Bernabini F. 2002. , Cercando casa. Immigrazione e questione abitativa in provincia di Ravenna.

Ares2000, 2000. Il colore delle case.1° rapporto sulla condizione abitativa degli immigrati in Italia.

Sunia, Ancab legacoop. La condizione abitativa degli immigrati nel nostro Paese - Immigrati in Italia: dove abitano, come vivono, a chi si rivolgono

Lunaria, 2000. Migranti e banche.

Montanari P. 2004. Ricerca su ERP nella provincia di Bologna- Osservatorio provinciale sull'immigrazione

Comitato “Oltre il razzismo”, 2000. Casa, lavoro, istruzione. Azioni per l’uguaglianza.

Zincone G. (a cura di), 2001. Secondo rapporto sull’integrazione degli immigrati in Italia. Bologna, Il Mulino.

CNEL, 2000. Politiche abitative sociali e per immigrati. Casa: uno spazio privato per un progetto di vita.

O.R.S.A. Osservatorio Regionale del Sistema Abitativo, 2003. Rapporto Preliminare Sperimentale.

CVA, Un modello veneto di accoglienza abitativa degli immigrati. Il percorso del coordinamento veneto accoglienza riflessioni, proposte.

EUMC, 2004. Rapporto Italia

COSPE, 1997. Meridionali, extracomunitari e zingari nel quartiere Barca. Percezione della diversità nazionale, etnica e razziale in un quartiere di matrice immigratoria della città di Bologna.

Bernardotti A., 2001. Con la valigia accanto al letto. Milano Franco Angeli

Bernardotti A., Mottura G., 1999. Il gioco delle tre case. Immigrazione e politiche abitative a Bologna dal 1990 al 1999. Torino, L’Harmattan.

Marcetti C., Solimano N., Tosi A. (a cura di), 2000. Le culture dell'abitare. Firenze, Polistampa.


Legislazione

In questa sezione sono pubblicati alcuni articoli e i link alle principali normative in materia di immigrazione e urbanistica che interessano il progetto domino

IMMIGRAZIONE
Legge 189/2002 "Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo"

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Rispetto al precedente TU, la novità principale introdotta dalla Bossi-Fini riguarda la necessità che la proposta del contratto di soggiorno per motivi di lavoro sia preesistente al rilascio del visto d’ingresso , rappresentando anzi la condizione inderogabile per il rilascio dello stesso.

Il datore di lavoro deve fare richiesta alla direzione regionale del lavoro presentando:

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richiesta di nulla osta al lavoro (nominativa o per una delle persone iscritte alle liste);
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documentazione relativa alle modalità alloggiative del cittadino straniero;
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proposta contratto soggiorno; dichiarazione di impegno a dichiarare eventuali variazioni concernenti il rapporto do lavoro;
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l’impegno del datore a pagare le spese per il rientro del lavoratore.


Permesso di soggiorno e durata del contratto di lavoro devono inizialmente coincidere; in ogni caso, il permesso non può avere durata superiore a 9 mesi in caso di contratto di lavoro stagionale; 1 anno in caso di contratto di lavoro a tempo determinato; 2 anni in caso di contatto di lavoro a tempo indeterminato. Dopo 6 anni, se dimostra di percepire reddito sufficiente, lo straniero può ottenere la carta di soggiorno.

Per l’autorizzazione la soggiorno è necessaria la garanzia da parte del datore della disponibilità di un alloggio per il lavoratore. L’art 2 comma 9 stabilisce che le spese sostenute dal datore possono essere recuperate dalla busta paga del lavoratore fino ad un terzo dell’importo complessivo mensile.

[Esiste un contratto di locazione predisposto da Confedilizia per favorire il reperimento di alloggi da parte di imprese che assumono lavoratori immigrati italiani e stranieri. Secondo questo contratto, gli immobili vengono presi in locazione dalle aziende con la possibilità di cederli ai dipendenti sulla base di un contratto di alloggio della stessa durata del contratto di lavoro (la perdita del lavoro determina anche l’immediata risoluzione del contratto d’alloggio). Il contratto di locazione tra proprietario dell’immobile e impresa e il contratto d’alloggio tra datore e lavoratore sono contratti atipici, che si sottraggono perciò alla legge sull’equo canone e alla legge sulle locazioni 431/98. Il datore può recedere dal contratto in qualsiasi momento dando la notizia al lavoratore con almeno tre mesi di anticipo. Spetta all’azienda l’obbligo di far osservare ai propri dipendenti il regolamento condominiale e altere norme contrattuale e a garantire il rilascio dell’immobile alla scadenza del contratto di lavoro. Il lavoratore si impegna a versare un idoneo corrispettivo all’atto della sottoscrizione del contratto, anche deducibile dalla busta paga. A carico del datore le spese di manutenzione straordinari]


Per quanto riguarda l'Art 27 (Accesso all’abitazione), rispetto al TU la nuova legge abroga la disposizione che concedeva al sindaco la possibilità di alloggiare nei centri d’accoglienza irregolari; è abrogata la possibilità da parte delle regioni di cedere contributi a comuni, province e consorzi di comuni per il risanamento di alloggi di loro proprietà o di cui hanno disponibilità da destinare ad abitazioni per cittadini stranieri.

Gli stranieri titolari di carta di soggiorno e gli stranieri regolarmente soggiornanti in possesso di permesso di soggiorno almeno biennale e che esercitano una regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo hanno diritto di accedere, in condizioni di parità con i cittadini italiani, agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e ai servizi di intermediazione delle agenzie sociali eventualmente predisposte da ogni regione o dagli enti locali per agevolare l'accesso alle locazioni abitative e al credito agevolato in materia di edilizia, recupero, acquisto e locazione della prima casa di abitazione.

 

 
Progettazione sociale 2004/2005 CO.GE
Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Bologna www.volabo.it
Progetto in rete. Associazione capofila: Arc-en-ciel onlus
Via Malvezza, 3431 - Casalecchio dei Conti BO - 40050 Gallo Bolognese
Tel. e Fax: 051/940672 Info > domino@arcenciel-onlus.it